Cosa significa fare psicoterapia nell’Approccio Centrato sulla Persona?

di Alessio Pieri

Il processo terapeutico in psicoterapia è rappresentato dal movimento che il cliente compie; il terapeuta può guardare il processo come il “tavolo di lavoro” sul quale avere una visione d’insieme quanto più consapevole possibile per intervenire in maniera adeguata e funzionale e consentire al proprio cliente di sviluppare le proprie potenzialità.

Dal punto di vista sistemico, un processo è ogni cambiamento nel sistema ovvero una trasformazione che a partire da uno o più input restituisce uno o più output [Sistema, Processo, Funzione (1988) di Adam M. Gadomski], in psicoterapia quindi il processo di cambiamento si basa sull’assunto che esiste una condizione iniziale nel cliente (il sistema appunto) in quel dato momento della sua vita, che nel corso della terapia (input) si modifica e produce un sistema diverso (output).

Rogers in “La terapia centrata sul cliente” (1970) descrive il processo dei suoi clienti come se fosse un torrente che si origina da una serie di rivoli rigidi e separati; man mano che le terapia va avanti si può assistere come ad un disgelo di questi rivoli (movimento del processo) fino a vederli confluire in un unico torrente. Lo spirito scientifico che ha accompagnato Rogers tutta la vita lo ha spinto sia a cercare una modalità di misurazione del processo il più possibile oggettiva e quindi appropriata ad un lavoro scientifico, sia a cercare di individuare le aree, i “moltissimi elementi che debbono essere presi inconsiderazione separatamente l’uno dall’altro” (Rogers, 1957, trad. it. p.146) nel processo di modificazione della personalità del cliente. Rogers si propone di suddividere il processo di cambiamento del cliente in sette stadi; naturalmente questa suddivisione era per lui era funzionale,ma come lui stesso riporta “si potrebbero distinguere ugualmente bene tre stadi o quindici o anche cinquanta se le nostre osservazioni fossero sufficientemente perfezionate”. Quello che con grande impegno lui individua, sono gli elementi facenti parte del continuum che all’inizio della terapia sono distinti e facilmente distinguibili perché “statici”, non immediati, e che man mano il cliente procede nella ristrutturazione della propria personalità convergono verso un’unica corrente più fluida, spesso immediata e per questo indistinguibile nelle proprie componenti.

17 Gennaio 2017

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